Convivere con l'adhd

Adhd: non ci siamo scelti, troppo spesso non ci vuoi…… lasciare

TATO è ogni bambino adhd

Per una volta lasciamo stare la scienza a favore di una testimonianza, quella di una donna che descrive la sua vita in famiglia con un bambino affetto da ADHD.
Provate ad immergervi in questo breve racconto di vita, come se invece di leggere aveste gli occhi chiusi.
Ascoltate tutta la leggerezza con cui una madre racconta i piccoli/grandi drammi quotidiani della sua famiglia, di suo figlio, ed insieme la sua grande sofferenza che traspare poco, ma che invece è profonda e toccante.
Grazie a questa mamma per queste parole, che si capisce fanno parte di un vissuto vero.

“Storie vere.. comuni
Una famiglia come tante! Convivere con l’adhd  
Ciao,
sono V. e vi presento la mia famiglia: lui è OrsoMaNonTroppo, mio marito. Questo che vedete qui, vicino alla mia gamba è Tatino, il mio secondo figlio, e quello che vedete laggiù, che sentite urlare, che si arrampica, che sta saltando giù dal divano, che passando vi ha calpestato i piedi senza nemmeno accorgersi, si, proprio quello che quando si arrabbia ha scatti d’ira incontrollati, che non smette di parlare un secondo, che sta facendo tutto questo caos, è il mio primo gioiello, è Tato, ha 9 anni ed è Adhd.
Si, siamo una famiglia adhd (come si dice “qui da noi”)
Cos’è l’Adhd? è l’acronimo inglese che sta a significare il disturbo da deficit d’attenzione e iperattività.
Tato ha deficit d’attenzione e iperattività, combinati in forma importante, disturbo dell’ansia e sintomi predepressivi, difficoltà di interazione sociale, incapacità della gestione emotiva, disgrafia, e, a tratti (sempre!), oppositivo provocatorio.
Perchè vi sto parlando della mia famiglia?
Perchè più parlo con altre famiglie Adhd più mi accorgo che non c’è sufficiente informazione.
Se si fa una ricerca in internet si trovano tantissime informazioni “tecniche” di cos’è l’adhd. Ma quanti sanno come vive davvero una famiglia adhd? Beh, io ho deciso di “farvi entrare” in casa nostra per dare una sbirciatina alla nostra pazza quotidianità!!
Tato non ha problemi di ritardo nell’apprendimento; anzi, lui apprende tutto come una spugna. Guarda il mondo intorno a lui e le informazioni gli “entrano” dentro senza fare il minimo sforzo.
E’ proprio questa “pioggia” di informazioni che lo circonda che gli crea problemi di attenzione e agitazione.
Quando penso a come vede la vita Tato, mi viene in mente una scena del film Roger Rabbit quando il detective entra a Cartoonia e intorno a lui ci sono luci, colori, canzoni… ecco, secondo me, quando Tato cammina per strada, ciò che vede intorno a lui è proprio questo… e anche nella sua testa la situazione deve essere più o meno la stessa!!
Con Tato non si può andare nei centri commerciali: c’è troppa confusione e lui va nel caos. E questo da sempre, fin da neonato.
Anche le feste di compleanno per noi sono un po’ complicate… beh, ad essere sincera, questo problema non lo abbiamo da affrontare, visto che alle feste, Tato, NON è MAI invitato!
Oggi, stava giocando con un pupazzo interattivo. Il pupazzo gli ha chiesto “esprimi un desiderio” e lui ha detto “vorrei che tutti mi volessero bene”!
Il lavoro più grande, infatti, che dobbiamo fare, è tenere alta quell’autostima che lui, di solito, si mette sotto le suole delle scarpe.
Questo è il punto focale: più l’autostima è bassa più perde il controllo della situazione e delle sue emozioni; più perde il controllo più si sente “stupido”. E stupido proprio non è!!
Tato è un bambino molto sensibile ma non è capace di interagire con le persone.
Visto da fuori è un bambino chiassoso, chiacchierone, invadente, rabbioso, incontrollabile… maleducato, anche! a conoscerlo è un bambino che può dare moltissimo!
Peccato che “gli altri” si fermano alla facciata.
Questa è l’aspetto positivo del nostro Tato. La quotidianità, però, è fatta di ben altro di ben più complesso da spiegare.
E’ fatta di continui litigi, di frustrazioni che non si riescono a gestire, di oggetti scagliati, di urla sovrumane, di “mani addosso” a suo fratello o ai suoi compagni o con qualche malcapitato al parco, di scatti d’ira incontrollabili, di continuo movimento, di tic nervosi, di insonnia, di attacchi d’ansia…
La quotidianità è fatta di continui rimproveri. Di maestre che riempiono il diario di note (anche di merito una volta 🙂 ) che un po’ vanno a cozzare con i voti stellari che prende sui quaderni.
Ma si sa, la condotta non è certo da sottovalutare!
La quotidianità è fatta di genitori di bambini “tranquilli” che credono che tutto sta nel metodo educativo.
E’ fatta di genitori che, pensando che io e mio marito siamo degli incapaci, negli anni, se ci incrocia, ci volta la faccia.
E’ fatta di parenti che, se c’è un evento di famiglia, “allora se ci siete voi non veniamo noi”!
E’ fatta di giudizi. Di pregiudizi. Di consigli. Di strategie. Di frustrazione. Di senso di fallimento. Di materiale scolastico perso che ogni sera va reintegrato. Di lavoro duro. Di piccoli (sudati) risultati.
E’ fatta di Neuropsichiatrainfantile. Di terapie psicomotorie e/o comportamentali, che ci vede, una volta a settimana, a spendere 4 ore in macchina per raggiungere il centro, solo per fare 45 minuti di terapia… che poi questi gran risultati ancora non ha dato!
Una volta un papà mi disse “i figli sono frutto dell’educazione che ricevono in famiglia. Forse se lo lasciassi a me un mesetto lo raddrizzo” (pensando forse di essere l’educatore migliore del mondo visto i suoi due figli angelici!!)
Lì per lì non ebbi una risposta, ci credete?
Poi ho pensato tanto a queste parole. Forse noi siamo “incapaci”. Chi può dirlo? Del resto non è che in maternità, quando è nato Tato, mi hanno consegnato, insieme al pargolo urlante, il Manuale del Perfetto Genitore!!
Ho osservato a lungo le altre famiglie, e sono giunta alla conclusione che noi facciamo il quadruplo del lavoro educativo… ottenendo meno della metà del risultato.
Ma chi non vive la nostra quotidianità come può saperlo?
Noi, intanto, continuiamo il nostro cammino!
ps: non ho volutamente chiamato mio figlio col suo nome. Perché TATO è ogni bambino adhd”.

5 thoughts on “TATO è ogni bambino adhd

  • Locatello ha detto:

    Carissima, anch’io ho un rato che ormai è cresciuto, con lavoro incessante fatto da lui e da noi con l’aiuto del farmaco è arrivato all’università… le difficoltà sono sempre dietro l’angolo, la maggiore è sempre quella delle relazioni sociali, ma anche qui sta facendo passi da gigante !Vedrai che col tempo l’iperattivita Un po’ scema e quindi la loro concentrazione ne trae beneficio . Certo noi genitori restiamo il loro punto di riferimento il loro salvagente il loro pungiball ma anche nei momenti peggiori pensa che ce la puoi fare combatti anche se sei stremata . E se la gente pensa che siate dei cattivi genitori tu ridigli in faccia perché anch’io ho osservato chi mi circondava e ho poi visto negli anni che razza di campioni hanno sfornato loro 😱😱😱 per cui l’unica cosa che posso dirti è quella di dargli tutti i supporti tecnici e medici possibili e fai breccia sempre sulla sua intelligenza (quello per me è stato basilare) buonA vita a voi meravigliosa famiglia adhd

    P.s il nostro centro di riferimento è tutt’oggi la psichiatria infantile di San Donà di Piave Venezia Dr dino Maschietto ,noi siamo di Verona

  • Veronica ha detto:

    Grazie mille per le tue parole di conforto e speranza!

  • francesca ha detto:

    grazie grazie grazie per aver condiviso queste esperienze di vita quotidiana !
    sapete cosa ho acquisito con questa esperienza ? l’abilità di non giudicare, di non dare sentenze …

  • francesca ha detto:

    è bellissimo il tuo racconto

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