Convivere con l'adhd

Adhd: non ci siamo scelti, troppo spesso non ci vuoi…… lasciare

Perseverazioni: cosa c’è da sapere sui bambini con problemi di apprendimento, attenzione e ADHD *by Amanda Morin

Colpo d’occhio

Alcuni bambini con problemi di apprendimento e di attenzione possono rimanere “bloccati” su un pensiero, su una domanda cui non sanno rispondere o in conversazioni sugli argomenti che li interessano.

Questo comportamento si chiama perseverazione, e i bambini non lo fanno apposta, per sfida o testardaggine.

Ci sono cose produttive che puoi fare per aiutare tuo figlio a “sbloccarsi”.

Molti bambini ogni tanto si fissano con un’idea. Ma se il tuo bimbo ha l’ADHD, problemi di elaborazione sensoriale, ansia, una disabilità dell’apprendimento non verbale o problemi di funzioni esecutive, potresti regolamente trovarti a dire, “Ne ho abbastanza! Nessun altro ne vuole più sentir parlare”. 

Quello che vedi quando tuo figlio rimane “bloccato” su un argomento o un’idea si chiama perseverazione. Potresti aver sentito questo termine riferito ai bambini con l’autismo, ma può anche riguardare bambini con alcune problematiche attentive o di apprendimento. E’ un comportamento difficile che può essere frustrante per i bambini – e per i loro genitori e insegnanti.

Ecco quello che devi sapere sulla perseverazione, e sui modi migliori di rispondere ad essa.

Come è fatta una perseverazione o il “rimanere bloccati”

I bambini che hanno delle perseverazioni spesso dicono le stesse cose o si comportano allo stesso modo più e più volte. E lo fanno ben oltre il punto in cui ha un senso o può cambiare qualcosa. E’ come fossero bloccati in un circolo dal quale non riescono ad uscire.

Immaginati la scena: il tuo bambino va matto per i cani e ha studiato le diverse razze e la storia delle specie. Per il suo compleanno riceve un’ enciclopedia dei cani. E’ così eccitato che non vuole posarla per aprire gli altri regali.

Per il resto del giorno, parla solo di cani. E non importa quante volte gli dici che è ora di parlare di qualcos’altro e che non a tutti interessa l’argomento, semplicemente non la smette. E va a finire che ti irriti.

Ma il problema vero non è che non si ferma. E’ che non sa come fermarsi. Potrebbe non essere nemmeno consapevole che è lui in primo luogo ad essere ossessionato dall’argomento.

I bambini con perseverazioni non hanno intenzione di essere sfidanti o testardi. Hanno delle difficoltà specifiche che li portano a rimanere bloccati. Potrebbero avere problemi a gestire lo stress, a processare le informazioni, a spostare l’attenzione o a riuscire a porre dei limiti a certi comportamenti o pensieri.

E’ importante sapere che c’è una differenza tra perseverazioni e ossessioni. Le ossessioni sono più severe, e sono parte di una condizione di salute mentale chiamata disturbo ossessivo compulsivo (DOC). In alcuni casi, i bambini possono avere sia DOC che problemi di apprendimento e di attenzione.

Più del semplice parlare troppo

La perseverazione non è solamente essere fissati su un argomento e parlare senza fine solo di questo. I bimbi possono rimanere bloccati anche su alcune emozioni, azioni e pensieri. E questo può apparire in diversi modi.

Un bambino potrebbe:

  • Preoccuparsi di qualcosa che potrebbe accadere perchè è già accaduto prima. Per esempio, non voler uscire perchè il cane del vicino una volta si è liberato e lo ha spaventato, e “può succedere di nuovo”.
  • Avere problemi a superare la rabbia o la paura.
  • Continuare a fare la stessa domanda molto dopo aver ricevuto una risposta.
  • Ritornare con la mente a conversazioni e interazioni passate (Loop di pensiero).
  • Essere sempre in movimento e ripetere un’azione ancora e ancora, come tirare su e giù la zip del maglione o mettere in fila i suoi giocattoli.
  • Parlare ripetutamente di qualcosa che è accaduto molto tempo fa. Per esempio: “Ti ricordi quando la nonna mi ha dato quella macchinina nuova? L’ha nascosta e io l’ho trovata mentre stavo cercando un’altra cosa. E’ stato fantastico. Ti ricordi?”
  • Dare la stessa risposta a domande diverse, anche quando la risposta non ha senso.
  • Cercare un oggetto perso nello stesso posto senza guardare da nessun’altra parte perchè “deve essere lì”.

Per alcuni bambini, la perseverazione può essere un meccanismo di coping per quando si sentono sopraffatti, ansiosi o non hanno familiarità con una situazione.

Il ruolo delle difficoltà di apprendimento e di attenzione nella perseverazione

Ci può essere una serie di ragioni per cui alcuni bambini con difficoltà di attenzione e apprendimento rimangono bloccati. Molte sono collegate ad una debolezza nelle funzioni esecutive o nell’elaborare le informazioni. Alcune ragioni includono:

  • Avere problemi a trovare modi per calmare il corpo o la mente.
  • Difficoltà nella flessibilità di pensiero, che rende difficile modificare la sua reazione in risposta alla tua reazione;
  • Avere una velocità di elaborazione lenta, che rende difficile fare ordine nei propri pensieri e comprendere la situazione;
  • Avere difficoltà nel controllo degli impulsi, che rende difficile fermarsi una volta che si è cominciato;
  • Andare in iperfocus, che rende difficile spostare l’attenzione su qualcos’altro.

Per i bambini con problemi di elaborazione sensoriale, rimanere bloccati può essere spesso segno di un sovraccarico sensoriale. Questo genere di sovraccarico rende ancora più difficile “sbloccarsi” e può portare ad un crollo.

Come rispondere quando tuo figlio rimane bloccato

Può essere frustrante provare a ragionare con il tuo bambino quando è bloccato, o provare a smuoverlo quando non è pronto. Ma sapere che sta reagendo ad una difficoltà può aiutarti a vederla in una luce diversa. Può anche aiutarti a trovare modi di rispondere – sia contestualmente che proattivamente.

Qui ci sono alcuni sistemi per aiutare tuo figlio con la perseverazione.

  • E’ importante per il tuo bambino sapere che sta rimanendo bloccato. Parlagliene quando non sta perseverando e descrivigli quanto hai avuto modo di vedere. Descrivi le situazioni in cui può essere causa di problemi e come le altre persone possono reagire.
  • Rispondi con empatia per ridurre l’ansia. Può essere difficile essere empatici, ma può essere molto efficace per ridurre l’ansia del tuo bambino – cosa che a sua volta può ridurre anche la tua. E dal momento che rimanere bloccati può essere una risposta al sentirsi in ansia o sopraffatti, essere empatici e calmarlo può aiutare a fare in modo che tuo figlio si sblocchi.
  • Incoraggia l’automonitoraggio. Sapere che ci si sta bloccando è la chiave per essere in grado di apprendere a lasciar andare e passare oltre. L’automonitoraggio può essere difficile per i bambini con problemi di attenzione e apprendimento. Aiuta tuo figlio chiedendogli di considerare se quanto sta facendo gli è d’aiuto, lo sta portando da qualche parte o gli sta solo causando problemi con altre persone.
  • Aiutalo a fare collegamenti. Al termine della perseverazione, prenditi del tempo per riflettere e rivisitare quello che è successo. Parla a tuo figlio di quello che è successo e aiutalo a riconoscere cosa è andato storto. Ciò include quello che ha dato via al loop e modi di gestire le cose in maniera diversa la prossima volta.
  • Identifica il momento giusto per smettere. Anche dopo il fatto, insegna a tuo figlio quand’è il momento di smettere. Ha bisogno di sapere quando è andato troppo oltre.
  • Crea un “segnale di blocco”. Può aiutare avere una frase o un’azione che faccia capire a tuo figlio quando è bloccato. Può essere un semplice, “Sembra che ti sia bloccato su questo” o un segnale come alzare la mano.
  • Fai un piano di “sblocco”. Parla delle cose che tuo figlio può fare per smettere quando fai il segnale. Potrebbe significare che ha bisogno di fare una pausa per riorganizzarsi. O che stai per interrompere la conversazione. Tieni a mente che quando è bloccato potrebbe non avere intenzione di ascoltarti, quindi è importante assicurarsi che sappia che il piano non è negoziabile sul momento.

Fare esperienza di persone continuamente irritate e infastidite dal proprio comportamento ha un costo per il tuo bambino in termini di autostima. Apprendi tecniche di pensiero flessibile e strategie di coping da insegnargli per aiutarlo a sbloccarsi. E riconosci i segnali che indicano che tuo figlio potrebbe essere in preda all’ansia. Non esitare a chiamare il medico di tuo figlio se hai dei dubbi.

Da portare a casa:

– Quando i bambini perseverano, spesso lo fanno come reazione all’ansia o per problemi nell’elaborare le informazioni.

– Possono non realizzare di essere bloccati e avere bisogno di aiuto per riconoscerlo.

– Puoi aiutare tuo figlio ad imparare ad auto osservarsi per vedere quando sta perseverando e a trovare modi per “sbloccarsi”.

*Amanda Morin ha conseguito una laurea in educazione presso l’Università del Maine e ha partecipato ad un corso di formazione per l’educazione speciale presso il Consiglio degli avvocati dei genitore. E’ autrice di tre libri.

Fonte: understood.org

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *