Convivere con l'adhd

Adhd: non ci siamo scelti, troppo spesso non ci vuoi…… lasciare

La guerra civile dentro il mio cervello by June Silny *

L’ADHD è una condizione imbarazzante, frustrante, e dirompente ancora troppo spesso messa in discussione e fraintesa. La gente dice che noi siamo intelligenti, che abbiamo solo bisogno di impegnarci di più, o di organizzarci, o interrompere il procrastinare.
Se solo fosse così semplice. Ecco la verità sul perché non possiamo sempre fare ciò che è bene per noi.  

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1. ADHD è reale
Se si ha l’ADHD, lo sai che è un problema vero. Troppo reale. Immancabile e innegabile, infatti. Ma per chiunque è al di fuori il nostro cervello, l’ADHD è un concetto contraddittorio e confuso.
I miei cari si grattano la testa, cercando di conciliare la mia intelligenza con il mio essere a volte trascurato, fuori fase, per il mio comportamento non tracciabile. Si chiedono: “Come può una persona così intelligente essere capace di tali scelte insensate”? Essi sono convinti che proprio non mi interessa applicarmi. “Se solo volessi, lo potresti fare”, dicono.
Quando insisto che non posso, la risposta è qualcosa del tipo: “Non dire che non è possibile. E’una sciocchezza. Stai solo adducendo scuse, per qualcosa che non vuoi fare.”

2. L’ADHD è un paradosso
La maggior parte dei tratti dell’ADHD riflettono due estremi su un unico continuum. Ad esempio, è impossibile per me concentrarmi su qualcosa di noioso; ma posso suddividerlo in parti e perdere una mezza giornata facendo qualcosa che amo. Quando cado in questo hyperfocus, non sento squillare il telefono, non sento i morsi della fame, e non vado neppure al bagno.
Il mio scatenato cervello è entusiasta e dipendente dalla gioia di vivere quel momento.
In una frazione di secondo, posso saltare da una inquietante distrazione ad una estrema focalizzazione. L’ADHD è una condizione di contraddizioni.

3. L’ADHD è un fenomeno del cervello
I modelli del mio cervello ADHD sono difficili a volte anche per me da capire. E per “a volte”, voglio dire praticamente costantemente.
Sono bombardato ogni giorno da insicurezza e autocritica, nonostante il fatto che so che il mio comportamento non è intenzionale; è guidato da sostanze chimiche nel cervello chiamate neurotrasmettitori. Nel cervello ADHD, questi neurotrasmettitori sono pigri nelle zone che controllano l’attenzione, che sembra strano perché le nostre menti attive sono costantemente in marcia.
Questo squilibrio chimico confonde i ricercatori, che hanno il sospetto che è in gran parte di natura genetica. Ma poiché non vi è alcun modo per dimostrare l’ADHD al di là di una lista di controllo comportamentamentale e una manciata di scale di valutazione, è ancora più difficile da credere.
Se ami qualcuno con l’ADHD, si riconoscono le differenze nella chimica del loro cervello. La gestione di compiti semplici è raramente facile per noi, e quelli che ci amano sanno che non stiamo fingendo nella nostra lotta.

4. Ogni giorno è una lotta
La maggior parte delle persone non possono capire il numero e la complessità delle sfide quotidiane che combattiamo con il nostro modo. I compiti più semplici diventano oneri opprimenti. Un pagamento, una telefonata, o una commissione possono succhiare tutte le nostre energie.
Sono una persona capace che funziona bene in molti settori della vita, quindi perché nel mondo non posso pagare una bolletta in tempo? La risposta raramente si nasconde nel compito in sé, ma piuttosto in una componente specifica che fa scattare una spia luminosa nel mio cervello ADHD, che mi attenziona rispetto a qualcosa che avverto scomodo. Quel doloroso incontro potrebbe essere una decisione che non riesco a prendere, un termine che non posso prevedere, delle istruzioni dettagliate che non voglio capire, o qualcosa di così noioso che non riesco proprio a sopportare.

5. L’insicurezza è un sottoprodotto dell’ ADHD
La maggior parte delle persone non potrebbero tollerare le voci che risuonano nella mia testa tutto il giorno, sottolineando ogni piccola cosa sbagliata che ho fatto: Perché ho detto questo? Come potrei dimenticare di pagare le bollette? Perché non riesco a svegliarmi in tempo? Qual è il problema in me? Sono muto. Come ho potuto essere così smemorato? Perché non posso dire di no? Come potrei dimenticare di comprare le uova quando ho la lista della spesa in mano?
Questo sbarramento implacabile di autoaccusa ci fa sentire indegni, incapaci e inadeguati. Noi siamo i nostri più duri critici.

6. Cerchiamo di trovare la forza per raggiungere un obiettivo, più di quanto si possa immaginare
L’ADHD è in gran parte invisibile. Cerchiamo di mettercela tutta, ma è molto difficile e nessuno può vedere la nostra lotta o lo sforzo interno. Stiamo attraversando difficoltà, ma siamo diventati bravi a nasconderle.
Tutto quello che stiamo chiedendo è un pò di compassione, pazienza, e un amore non giudicante; ciò sta a dire non vedere più negli altri gli occhi roteanti, non sembrare sporchi, e l’assenza di rimproveri quando siamo con pochi minuti di ritardo o non riusciamo a trovare le nostre chiavi.
Se ciò avviene, siamo stimolati nel dare il meglio di noi stessi. Noi capiamo che se ci promettete di stare al nostro fianco, di sostenerci, di fare il tifo per noi, e di attenderci fino al traguardo, che possiamo attraverso questa strategia ottenere il massimo.

7. Un amore difficile non funziona
Questa verità può essere la più difficile per i coniugi neurotipici, genitori e dirigenti da accettare. L’ADHD è biologicamente tessuta nel nostro DNA. E non passa mai (anche se può essere gestito).
Ci dice che provare ad aspirare alle cose più alte e difficili, è come dire a una persona ipovedente di cercare di vedere meglio. Non è possibile sapere ciò che vede; ci fidiamo di lui quando dice che il mondo è una sfocatura e lascia che i suoi occhiali facciano il loro lavoro. Fidatevi di noi, che allo stesso modo avremmo risolto i nostri sintomi se potevamo, e stiamo facendo del nostro meglio, con gli strumenti che abbiamo.

8. Noi non facciamo il processo ai pensieri.
I pensieri di un ADHD sono come la Gorilla Glue (una famosa colla distribuita negli USA) – rapida ad attaccare e impossibile da staccare. Essi fluiscono non armoniosamente dentro di noi. Si ripresentano ciclicamente e ritmicamente nella nostra mente come un disco graffiato o rotto. Oppure è come se sparassero pietre da una cannone, ci bombardano fino a quando non ci schiantano o sopraffatti ci arrendiamo.
I nostri pensieri sono forti. Rubano la nosta attenzione lontano dai posti di lavoro e dalle conversazioni, al punto ci fanno sembrare disinteressati o maleducati.
La nostra attenzione potrebbe brevemente allontanarsi, ma vi preghiamo di essere pazienti. Dateci un lieve colpetto sulla spalla o del tempo per separare i nostri pensieri dalla vostra voce, e saremo di nuovo presenti.

9. Sentire tutto più forte, più forte, più
Siano esse la rabbia, la preoccupazionie o il tradimento, le nostre emozioni non sono mai lievi. Le sentiamo intensamente. Aggiungete a ciò l’impulsività che ci è data dall’ADHD, e si potrebbero comprendere le esplosioni di emozioni che si presentano in un lampo.
Alcuni esperti chiamano queste situazioni “inondazioni”. Le parole escono volando dalla nostra bocca con appassionata urgenza, prima di poter elaborare ciò che vorremmo dire.
Noi diciamo parole che presto rimpiangiamo, spesso scusandoci e chiedendo perdono.

10. Il futuro si percepisce come una lingua straniera
Le persone con ADHD vivono nel qui e ora. Le date ed i tempi futuri non vengono da noi calcolate (un’altra ragione per cui un amore duro e le conseguenze non funzionano). Tutto ciò che conta è questo momento – proprio qui, in questo momento.
Quando si pensa ad una data futura (a meno che non si tratti di qualcosa per cui siamo iper-stimolati come ad esempio un matrimonio), il tempo non è una lingua che parliamo.
Come il Dr. Ned Hallowell, spiega, “Abbiamo due opzioni: ora e non ora”. Il futuro scompare.

11. L’ADHD non è una scusa
“Ho dimenticato.” “Sto cercando di fare del mio meglio” “Mi dispiace.” Queste possono sembrare delle scuse o vie di fuga; non lo sono. “IO sono incasinato a causa della mia ADHD “non è una spiegazione popolare. Ma è vera. L’ADHD è il motivo perché facciamo quello che facciamo.
Questo è difficile da spiegare – in parte perché non ha nemmeno senso per noi. L’ADHD non è reale, a meno che non siete quello che lo ha. E’ frustrante avere un disturbo in cui nessuno crede. Una cosa è inconfutabile: l’ADHD è illogico.

12. L’ADHD non è senza speranza
L’ADHD è la fonte di visione creativa, di coraggio e passione. Queste idee fluttuanti che scaturiscono da luoghi sconosciuti nella nostra mente può causare una incredibile creatività. L’immaginazione è la città natale di sinfonie, capolavori, e invenzioni rivoluzionarie. Se gestite correttamente, attraverso una solida base di cure mediche
e di cura di sé, l’ADHD può spingere un cambiamento formidabile nel nostro mondo.
Per citare Steve Jobs, “Ecco i pazzi, i disadattati, i ribelli, i facinorosi, i pioli rotondi nei fori quadrati … quelli che vedono le cose in modo diverso; essi non sono appassionati di regole, e non hanno alcun rispetto per lo status quo.
Si possono autocitare, in disaccordo con loro stessi, glorificare o diffamare, ma l’unica cosa che non si può fare è ignorarli perché cambiano le cose.
Spingono la razza umana in avanti, e mentre alcuni possono essere visti come dei pazzi, vediamo in loro il genio, perché le persone che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo, sono quelli che lo fanno. ”

* June Silny è una eccellente “personal coach” nonché scrittrice. Un recente articolo pubblicato nel suo blog personale, “20 Things To Remember If You Love Someone Who Has ADD,” è diventato virale ed ha ricevuto oltre 1,8 milioni di visualizzazioni.

Liberamente tradotto per “Convivere con l’ADHD” da Additude mag.

“Convivere con l’ADHD” oltre ad essere una pagina Facebook, è presente in internet con un blog al link:http://www.convivereconladhd.it/

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