Convivere con l'adhd

Adhd: non ci siamo scelti, troppo spesso non ci vuoi…… lasciare

Come trattare l’ADHD in base alla scienza by Russell A Barkley*

Vorrei che capiste che il cervello è diviso in due: la parte posteriore è dove si impara, la parte anteriore è dove si fa. Conoscenza, esecuzione, sapere, fare.

L’ADHD le divide in due: non importa quello che sai, non lo puoi usare. Puoi essere il bambino più intelligente del mondo, non ha importanza.

E’ un grosso problema, perchè sai tante cose, ma non le puoi mettere in pratica, un problema serio conosciuto come disturbo della funzione esecutiva.

Quello che sappiamo dell’ADHD è che mette a rischio tutte le aree della vita quotidiana, perchè interferisce con tutte e sette le funzioni esecutive del cervello. Quindi, si avrà lo scarso senso del trascorrere del tempo e il non riuscire ad orientare il proprio comportamento verso il futuro in maniera altrettanto efficace come le altre persone. Si avrà, per così dire, un disturbo da “deficit di intenzione”.

 

L’ADHD è un disturbo dell’esecuzione, non della conoscenza. Sai quello che devi fare, ma non riesci a farlo. Hai un problema di quando e dove, non di cosa e come. Il problema non è non sapere cosa fare, ma il non riuscire a fare quello che sai.

Cosa significa questo? Significa che ogni intervento di supporto deve essere efficace là fuori, nel momento dell’esecuzione dei compiti, nell’ambiente. Per aiutarti devo costruire una rete di sostegno che ti permetta di mostrare quello che sai fare.

Significa che, dal punto di vista del trattamento, insegnare competenze non è adeguato.

Ti puoi anche sedere con qualcuno con l’ADHD e dirgli cosa deve fare… buona fortuna! Quello che gli hai insegnato non durerà il tempo di lasciare l’ufficio, perchè ti sei comportato come questa persona fosse stupida, e non lo è.

Le persone con l’ADHD sanno già quello che chiedi loro di fare, ma non riescono a farlo; quando sono là fuori, queste informazioni non hanno alcun valore regolativo sulla loro vita.

A quel punto è facile andare fuori strada, cominciare ad interpretarlo come un problema di motivazione, ma in realtà l’unico modo per fare i conti con un deficit esecutivo è ristrutturare l’ambiente intorno a queste persone, per aiutarle a mostrare quello che sanno fare.

Tutti i trattamenti devono essere là fuori, nella loro vita quotidiana, per aiutarli a costruire questa rete di sostegno (scaffolding). I problemi causati dall’ADHD sono dovuti a deficit di origine neuro-genetica, il che significa che il trattamento farmacologico è assolutamente giustificato.Dopo tutto, se hai una malattia neuro-genetica, le terapie neuro-genetiche devono avere la capacità di trattare il tuo disturbo, e infatti ce l’hanno.

L’80% delle persone con ADHD vengono sottoposte a trattamento farmacologico ad un certo punto della loro vita, una cosa buona, è la terapia più efficace che abbiamo.

Ci sono altre cose che possiamo fare, ma questa è la più efficace.

Siamo in grado di addestrare alcune di queste funzioni esecutive? Ancora non lo sappiamo.

Non ci sono prove che esercitare la memoria di lavoro possa aiutare nei diversi momenti della vita. Ancora non ci sono prove convincenti, ma è una possibilità.

Quello che sappiamo è che non imputare a queste persone le conseguenze dei loro errori non aiuta. Il problema non è che non riescono a capire le conseguenze delle loro azioni, perciò perchè dovremmo scusarle!

Il problema sta nel fatto che le conseguenze sono posticipate. Tutte le conseguenze sociali più importanti non sono immediate e qui entra in gioco il problema maggiore: il tempo.

Allora la soluzione per tutti coloro che hanno un deficit nelle funzioni esecutive è fare in modo che rispondano delle proprie azioni, più frequentemente, ad altre persone, creando conseguenze artificiali per mostrare loro dove dovrebbero essere in ogni fase della vita. Inoltre bisogna fare sì che queste conseguenze siano il più possibile immediate.

Quindi non andrò a scusarle per il loro comportamento, ma piuttosto cercherò di responsabilizzarle di fronte ad altre persone. Ed ecco dove usiamo la modifica comportamentale (BMOD): la terapia comportamentale mi permette di disporre conseguenze artificiali nell’ambiente per migliorare il tuo funzionamento. Questo significa che il successo del mio intervento si basa sulla buona volontà delle altre persone nel tuo ambiente naturale di mettere in atto questi cambiamenti, la loro buona volontà nel costruire rampe, come quelle per i disabili, per così dire. Altrimenti, se non c’è questa la disponibilità a creare questa rete di sostegno non avremo successo; i portatori di interesse (stakeholders, ovvero cittadini, familiari, insegnanti, associazioni di volontariato, il personale delle aziende sanitarie) devono essere coinvolti.

Si può concludere che l’ADHD è il diabete della psichiatria, è un disordine cronico, che deve essere gestito ogni giorno per prevenire i danni secondari che potrebbe causare.

Ma non c’è cura per questa malattia.

Ora, 1 persona su 6 potrebbe normalizzarsi, forse 1 su 3, ancora non è sicuro, ma la vasta maggioranza, 2/3 almeno, continuerà ad avere l’ADHD nell’età adulta. Queste persone devono vedere l’ADHD come una specie di diabete del cervello, un disordine cronico appunto.

Queste sono le cose che, secondo me, andrebbero fatte per aiutare le persone con un deficit della funzione esecutiva. Un piccolo riassunto da portare a casa per aiutarvi a passare dalla prospettiva di un disordine dell’attenzione a quella di un disordine delle funzioni esecutive.

Sono sei:

  1. Dovete rendere fisiche le informazioni da tenere a mente.

Dovete esternalizzare le informazioni, perchè la memoria di lavoro è nulla.Questo significa che dovete usare segnali, indizi, note, promemoria, elenchi, dovete mettere cose nel loro campo visivo per ricordare loro quello che deve essere fatto qui, adesso, in altre parole renderlo esterno.

  1. Dovete rendere fisico anche il tempo.

Rendetelo concreto con orologi, sveglie, allarmi, tutto quello che posso elencare che permetta di vedere il tempo passare e giudicare la propria performance in base ad esso. Dato che queste persone non hanno un orologio interno, dobbiamo metterne uno nel loro campo visivo.

  1. Bisogna prendere nota della lunghezza dei compiti, perchè richiedono lassi di tempo e gestione del suo scorrere.

Dovete dividere i compiti in piccoli passi protratti nel tempo. Piccole porzioni di lavoro svolte con frequenza vi porteranno a destinazione. Non pensate di poter gestire progetti di dimensioni spropositate da soli, non potete, perché richiederebbe la capacità di dilazionare un compito nel tempo, che voi non avete.

Come risolviamo il problema? Evitando questa dilazione e portando tutti i compiti nel qui ed ora. Dividete tutti i progetti a lungo termine in piccoli passi, piccoli passi fatti giorno dopo giorno e raggiungete lo scopo. Se non lo fate, difficile che ci possiate riuscire.

  1. Dovete rendere la motivazione esterna.

Le persone con l’ADHD non riescono a creare una motivazione indipendente, dipendono dall’ambiente. Rendete le conseguenze immediate o non vi aiuteranno.

E’ esattamente quello che fanno i videogames e i compiti non fanno, il che spiega perchè riescono a giocare ai videogiochi per ore e non riescono a fare i compiti per più di pochi minuti. I videogiochi forniscono un rinforzo esterno continuo, i compiti non fanno niente. I videogiochi non hanno bisogno di una motivazione interna, i compiti sì. Quindi dovete creare voi la motivazione.

Dovete cominciare a fare accordi con i vostri figli. Cosa li interessa, cosa avete da offrirgli, qual’è il ringraziamento, qual’è la ricompensa, qual’è il punto, il gettone, droga, sesso e rock and roll, quello che è. Dovete negoziare un accordo, ci devono essere delle conseguenze o non verrà portato a termine alcun compito.

  1. Dovete rendere la risoluzione dei problemi manuale.

Ricordate: queste persone non riescono a fare manipolazioni mentali come gli altri. Ecco perchè altri sono in grado di fare il digit span backward (un test usato in neurologia per testare le funzioni della memoria non verbale, che consiste nel tenere a mente e ripetere a rovescio sequenze di cifre) e loro no.

 

Non riescono a tenere a mente le cose e muoverle a piacimento come le altre persone. Allora non fateglielo fare, dategli gli strumenti in mano per farlo. Se hanno un problema di matematica da risolvere, dategli delle biglie, una retta dei numeri reali, un abaco, una calcolatrice, fategli svolgere il problema manualmente o almeno assisteteli mentre svolgono il problema mentalmente, con parti svolte a mano. E’ il principio che sfugge alle persone, altrimenti ci sarebbero un sacco di idee da elencare.

 

  1. Per finire, e questa è la cosa più importante, il sistema esecutivo ha un “serbatoio” limitato e può esaurirsi molto velocemente.

Ogni volta che usi una funzione esecutiva, e le usi continuamente, svuoti il serbatoio.

E se arrivi al fondo del serbatoio, nella prossima situazione non avrai autocontrollo. Questo è il bambino con l’ADHD dopo la scuola. E vorresti fare i compiti? Sei fuori di senno!

Devi riempire il serbatoio e il serbatoio ha una capacità molto limitata, quindi, come lo riempiamo? Fortunatamente abbiamo scoperto un sacco di cose che agiscono positivamente in questo senso.

 

L’uso di ricompense ed emozioni positive, l’uso di frasi incoraggianti rivolte a sé stessi: “Posso farlo, so che posso farlo”. E’ il discorso dell’allenatore nello spogliatoio prima della partita, che aiuta a migliorare la motivazione.

In aggiunta a questo, devi fare pause di 10 minuti molto spesso o almeno più spesso.

Devi dividere i compiti in piccole unità intervallate da pause e, durante queste pause, un po’ di relax e meditazione. Smetti di usare il sistema esecutivo per alcuni minuti, dagli la possibilità di ripristinare il livello nel serbatoio.

Ecco perchè parliamo della regola del 3/10 con i bambini con l’ADHD. Dieci minuti di lavoro, tre minuti di pausa, tre, dieci, tre, dieci, ma non puoi farne più di dieci senza cominciare a svuotare il serbatoio. Diamogli la possibilità di riempirsi di nuovo. Senza parlare dei rientri pomeridiani per fare i compiti, ma se hai appena consumato interamente le tue riserve!

E allora arriviamo al prossimo consiglio: visualizzare e parlare delle ricompense future ti aiuta a fare un po’ di rifornimento.

Proprio come l’attività fisica. L’esercizio aerobico praticato con costanza aumenta i livelli nel serbatoio, lo riempie e aiuta a creare un serbatoio più grande. Tutte le persone con l’ADHD dovrebbero essere impegnate in un programma di attività fisica, perchè le ricerche mostrano che porta benefici a questo disturbo più che a qualsiasi altro disturbo psichiatrico. E ora sapete perchè: aiuta a migliorare le funzioni esecutive del cervello.

  1. Per finire, per aumentare il livello nel serbatoio serve zucchero nel flusso sanguigno, nel lobo frontale. Il livello di glucosio nel lobo frontale è direttamente correlato con le abilità esecutive.

Cosa significa? Se hai un compito lungo che richiede le funzioni esecutive del cervello, come un esame, dovresti sorseggiare della limonata o del gatorade o qualsiasi altro integratore zuccherino. Sorseggiare, non tracannare! Devi tenere il tuo livello di zucchero nel sangue un po’ alto, in modo da ripristinare un po’ il livello nel serbatoio.

E’ l’opposto di quello che si pensava una volta: lo zucchero fa male alle persone con l’ADHD? No, e non lo ha mai fatto. Ma puo’ aiutarli, se è in forma liquida e può arrivare al cervello molto rapidamente.

* Russell A. Barkley, Ph.D., è uno scienziato ed una autorità riconosciuta a livello internazionale sul disordine di iperattività e di deficit di attenzione (ADHD o ADD)  nei bambini e negli adulti che ha dedicato la sua carriera a diffondere diffusamente informazioni basate sulla scienza su ADHD. Il dottor Barkley è un professore clinico di psichiatria, Virginia Centro di trattamento per i bambini e Virginia Commonwealth University Medical Center, Richmond, VA.

 

Tratto da una lezione del 2012 di Russel A. Barkley alla Burnett School of Biomedical Sciences – UCF College of Medicine e liberamente tradotto per “Convivere con l’ADHD”

 

 

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