Convivere con l'adhd

Adhd: non ci siamo scelti, troppo spesso non ci vuoi…… lasciare

ADHD: Ultime scoperte 2017

I ricercatori hanno scoperto che pazienti con differenti tipi di Disordine di Attenzione/Iperattività (ADHD) hanno disfunzioni in vari sistemi cerebrali, indicando che non può esserci una spiegazione di causa unica del disturbo e che esistano differenti sottogruppi che andrebbero riconosciuti per un maggiore efficacia di trattamento.  

Lo studio, pubblicato in Psichiatria Biologica: Neuroscienze Cognitive e Neuroimaging, ha avuto il potenziale di far riflettere radicalmente i ricercatori su quello che pensano dell’ADHD. “Questo studio ha dato prova del fatto che gli adolescenti con diagnosi di ADHD non siano tutti uguali a livello neurobiologico”, dichiara Michael Stevens ricercatore del Centro di Ricerca Neuropsichiatrica della Yale University. Piuttosto che un unico disordine con piccole variazioni, i risultati suggeriscono che la diagnosi invece comprende una costellazione di diversi tipi di ADHD in cui il cervello funziona in modo completamente diverso.
I ricercatori hanno testato 117 adolescenti con ADHD per valutare diversi tipi di comportamenti impulsivi, una caratteristica tipica dell’ADHD. Sulla base delle prestazioni dei partecipanti sono emersi tre gruppi di soggetti. Un gruppo dimostrava risposte motorie impulsive durante i compiti visivi veloci ( quindi nella funzione esecutiva), un gruppo mostrava una preferenza per la ricompensa immediata ed il terzo gruppo eseguiva entrambi in compiti in maniera relativamente regolata, rispetto al gruppo di controllo di 134 soggetti senza ADHD.

“Questi tre sottogruppi ADHD erano stati clinicamente indistinguibili per la maggior parte degli esperti”, afferma il dottor Stevens. “Senza il test cognitivo specializzato, un medico non avrebbe avuto modo di distinguere questi sottogruppi”. Il Dott.Stevens e collaboratori hanno poi utilizzato la fMRI (imaging funzionale di risonanza magnetica), una tecnica che consente ai ricercatori di stabilire connessioni tra il comportamento e le funzioni cerebrali, per indagare come questi diversi profili di impulsività fossero legati ad una qualche anomalia cerebrale.
“Non c’era una singola anomalia misurata con fMRI che si potesse trovare in tutti e tre i sottogruppi ADHD”. Invece, ogni sottogruppo aveva disfunzioni nelle diverse regioni cerebrali legate al tipo specifico di compromissione comportamentale.
“I risultati di questo studio evidenziano che esistono diversi sistemi neurali legati alle funzioni esecutive e al meccanismo di ricompensa che possono contribuire indipendentemente allo sviluppo dei sintomi dell’ADHD”.

Ci vorranno ulteriori ricerche per dimostrare che l’ADHD possa essere una raccolta di diversi disturbi in diversi soggetti, ma questo studio rappresenta un grande passo in questa direzione. “In definitiva, essendo aperti all’idea che i disturbi neuropsicologici come l’ADHD potrebbero essere causati da più fattori, potrebbe essere possibile accelerare la nostra comprensione delle cause e dei trattamenti più efficaci”.
Secondo il dottor Carter, i risultati suggeriscono che gli approcci futuri che utilizzano valutazioni cliniche per identificare il tipo specifico di disfunzione cerebrale e della presenza specifica di sintomatologie potrebbe aiutare gli esperti a costruire un approccio più mirato al trattamento. Ad esempio, i farmaci che non sembrano funzionare bene in un gruppo di pazienti con ADHD potrebbero essere efficaci per un particolare sotto gruppo che si origina da un percorso causale specifico.

Journal Reference:
1. Michael C. Stevens, Godfrey D. Pearlson, Vince D. Calhoun, Katie L. Bessette. Functional Neuroimaging Evidence for Distinct Neurobiological Pathways in Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder. Biological Psychiatry: Cognitive Neuroscience and Neuroimaging, 2017; DOI: 10.1016/j.bpsc.2017.09.005

8 novembre 2017 Dott.ssa Signorile Stefania

http://signorilefantuzzi.com/…/adhd-ultime-scoperte-scient…/

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