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Adhd: non ci siamo scelti, troppo spesso non ci vuoi…… lasciare

ADHD, in arrivo un nuovo farmaco “non stimolante” by redazione Aboutpharma Online 5 giugno 2017

Lettered cubes arranged to spell the abbreviation ADHD

Fa passi avanti un nuovo potenziale farmaco per il trattamento della sindrome da deficit di attenzione e iperattività: il MAZINDOLO, sviluppato dalla biotech svizzera Nls Pharma, noto per la sua attività contro la narcolessia. In un piccolo studio ha mostrato risultati promettenti con una riduzione del 50% dei sintomi da Adhd già dopo due settimane, rispetto al 15,8% dei pazienti trattati con placebo.

Uno studio di fase intermedia ha infatti dimostrato la capacità della molecola di ridurre i sintomi negli adulti, aprendo la strada a un trial di fase avanzata, come ha riportato la Reuters.
Oggi i farmaci approvati per la gestione dei sintomi da Adhd sono essenzialmente di due tipi: stimolanti e non stimolanti. Il manzindolo rientra nella seconda classe ma finora i dati hanno dimostrato che potrebbe essere efficace al pari degli stimolanti, generalmente più efficaci ma più soggetti a rischio di abuso e di reazioni avverse serie.

Se venisse approvato si tratterebbe di un grosso passo avanti soprattutto per i bambini affetti da Adhd, trattati con psicostimolanti. Come l’Adderall e il Vyvanse sviluppati da Shire Plc appartenenti alla classe di farmaci delle anfetamine e ancora il Concerta e Ritalin. Tra i non-stimolanti invece lo Strattera di Eli Lilly che ha un effetto più blando ma meno effetti collaterali. Il mazindolo in particolare, come riporta il New scientist, è un farmaco utilizzato per la narcolessia: imita infatti gli effetti dell’oressina, un neurotrasmettitore che gioca un ruolo fondamentale nella regolazione del ciclo sonno-veglia e dell’appetito, che funziona come una sorta di stimolante in grado di tenerci svegli, di cui i narcolettici sono completamente sprovvisti.

“La soluzione ideale sarebbe sviluppare un medicinale che funzioni come uno psicostimolante ma che non lo sia” ha commentato Gregory Mattingly uno dei ricercatori coinvolti nello studio della Nls. “Il mazindolo non ha lo stesso effetto sui livelli di dopamina che hanno gli altri stimolanti, di conseguenza è classificato come un farmaco soggetto a minor restrizione in base alle norme statunitensi perché meno soggetto ad abuso”.
In particolare nello studio condotto su 85 soggetti tra i 18 e 65 anni a cui era stata precedentemente diagnosticata l’Adhd, più della metà dei pazienti che hanno ricevuto mazindolo hanno mostrato una riduzione del 50% dei sintomi da Adhd già dopo due settimane, rispetto al 15,8% dei pazienti trattati con placebo.

“Molti studi, specialmente quelli che stanno testando farmaci non stimolanti per l’Adhd – ha aggiunto Mattingly – hanno utilizzato come riferimento una soglia di 25-30% di riduzione dei sintomi”.
“Sono risultati più incoraggianti di quelli ottenuti dai tradizionali farmaci utilizzati per l’Adhd come il Ritalin e l’Adderall” ha riferito Daryl Efron del Murdoch Childrens Research Institute di Melbourne. “Il prossimo passo è confrontare gli effetti di questi farmaci con quelli del mazindolo, per verificare se è davvero superiore. Ma sembra essere un’opzione di trattamento molto promettente. Da dieci anni a questa parte il mazindolo è il primo farmaco per l’Adhd che funziona in maniera innovativa, e visto che agisce su un percorso neurochimico diverso, potrebbe essere utile per coloro che non rispondono ai trattamenti esistenti”.

Il farmaco ha mostrato un buon livello di sicurezza, anche se alcuni partecipanti hanno sviluppato effetti secondari come la costipazione e la nausea probabilmente dovuti al suo effetto sull’appetito. Tuttavia, anche se il mazindolo ha migliorato molti sintomi dovuti all’Adhd, non ha manifestato effetti sulla qualità del sonno, né ha ridotto la sonnolenza diurna. Il team sta progettando ulteriori sperimentazioni per capire meglio come funziona il farmaco.
La ricerca supporta l’idea che l’Adhd potrebbe essere un disturbo del sonno. Infatti molte delle persone che soffrono del disturbo, hanno difficoltà a concentrarsi e sono iperattive, ma hanno anche difficoltà a addormentarsi e rimanere addormentati durante la notte e soffrono di sonnolenza durante il giorno. Questa idea è stata il punto di partenza che ha ispirato Eric Konofal dell’ospedale Robert-Debré di Parigi che ha provato a utilizzare un farmaco per la narcolessia e l’eccessiva sonnolenza diurna per trattare l’Adhd.

Fonte: https://www.aboutpharma.com/blog/2017/06/05/adhd-arrivo-un-farmaco-non-stimolante/

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